terça-feira, 18 de maio de 2010

Luana Ribeiro Monteiro Il Decameron, un inizio possibile della letteratura italiana

Nome: Luana Ribeiro Monteiro DRE: 108061580 4°livello Prof°.: Andrea Lombardi

Il Decameron, un inizio possibile della letteratura italiana

Lo scrittore argentino J. L. Borges, ha sostenuto che il modello della Divina Commedia, associato alla cultura italiana, non rendeva il carattere allegro, giocoso e ironico degli italiani. In fondo si tratta di una vera e propria tragedia, quando ci sono nella letteratura italiana altri testi (Borges parla del Orlando furioso, un testo giocoso del 1500) che potrebbero rappresentare questa matrice così allegra e giocosa.
Il Decameron vuol dire “dieci giornate” dal Greco deca che significa “dieci”, e dal termine emeron, che significa “giorno”, è una raccolta di cento novelle da Giovanni Boccaccio subito dopo la fine della peste che colpì Firenze dalla primavera all’autunno 1348.
Dieci giovani per sfuggire della peste, si rifugiano in un bel palazzo dove restano per due settimane. Ogni giorno, eleggono un re o una regina che deve raccontare delle novelle, sono dieci ogni giornata. Queste novelle avevano come dispositivo l’ironia, la descrizione della realtà, e l’erotismo: l´amore come sentimento umano e terreno coinvolge la carne, capace di accendere le passioni più sensuali.
Faremo l’esame della novella di Alibech (la decima della terza giornata), in cui una ragazza cerca la sua esperienza mistica nel deserto ed incontra la sua conoscenza più che sensuale. Il monaco, infatti, che si propone di iniziarla, sostiene che si deve ricacciare il diavolo nell’inferno, con una metafora spinta dell´atto sessuale.
È chiaro che il Decameron vuole prendere in giro e mettere alla prova il lettore e stabilire con lui un patto: riconoscere l’ironia, cioè il rovesciamento della versione seria.
L’obiettivo del Decameron è sviluppare al massimo il motto di spirito, la versione discorsiva dell’ironia, cioè, una forma di lettura diferente della realtà. Si tratta di una nuova forma di parlare, una nuova retorica al servizio di un nuovo mondo. Quello dei commercianti – il primo capitalismo - che hanno bisogno di essere rapidi, anche ironici e sarcastici.

Bibliografia:
BOCCACCIO, Giovanni. Decameron, Milano, 1999
BATTAGLIA RICCI, Lucia. Boccaccio. Roma: Salermo, 2000
CAVALLO, G. e R. CHARTIER. Storia della lettura. Bari: Laterza, 1995
CALVINO, Italo. Perché leggere i classici. Milano: Mondadori, 1991
LOMBARDI, Andrea. “Boccaccio e la creazione del lettore ingegnoso. Una lettura della novella VI, 1 del Decameron". Em O Italiano Falado e Escrito (org. Loredana d. S. Caprara e Letizia Zini Antunes). São Paulo: Humanitas, [1998] 1999, p. 63-78

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